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L'onestà è passata di moda (ammesso che lo sia stata) PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Novembre 2015 19:47

 m5s-mvm

Non mi piacciono i partiti politici e non mi sono mai piaciuti, e sono lontanissimo dal pensiero “ingraoniano” che vede l'entrare nei partiti per cambiarli. Sono di più per i nuovi partiti. Ma se poi il nuovo fa schifo come il vecchio, ci ritroviamo il Movimento 5 Stelle, partito nato per fare gli interessi economici di due imprenditori, sfruttando quel mal di pancia politico della gente e la genuina minchionaggine di chi vorrebbe davvero cambiare le cose (o in alcuni casi fa credere che sia così).

Nel 1993, durante un suo spettacolo televisivo su RaiUno, Beppe Grillo voleva andare a votare Berlusconi, dipingeva internet come il male assoluto spaccando computer con a martellate (nel 2000), e aveva paura della gente comune al potere. Se ci fate caso, dal 1993 ad oggi, le cose sono cambiate radicalmente: oggi Berlusconi è lo “psiconano” o “truffolo”, internet è il futuro, e la gente comune è andata al potere (o quasi). Tutto questo grazie all'incontro con un genio del marketing che, con la creazione del famoso blog (e non solo), ha visto in Grillo e la sua popolarità la gallina dalle uova d'oro.

Prima nacquero i meet up, strumento di aggregazione fisico ma che nel web aveva comunque un punto di incontro nel blog di Grillo. Poi, la decisione di fare politica: prendere tutti gli attivisti che si erano distinti fino a quel momento e mandarli in Parlamento. E qui, la prima furbata mediatica: sfruttare il mal di pancia politico della gente, di quella gente mediocre che non s'è mai interessata di politica e che solo alla parola “partito” storceva il naso. Ed ecco, quindi, che la parola “partito” viene sostituita da “movimento”. Grazie sempre alla mediocrità della gente, questo semplice cambio di parola ha fatto la differenza. Se parlate con un grillino qualsiasi, egli continuerà a sostenere “Non siamo un partito, siamo un movimento”. Beata ignoranza (diversamente, non sarebbero grillini): nel momento in cui decidi di presentare il tuo movimento alle elezioni e i tuoi candidati vengono eletti, diventi automaticamente un partito politico. E qui, la prima verità che il M5S, per onestà, avrebbe dovuto subito mettere in chiaro (anche se poca cosa).

Andiamo avanti...
Uno dei mantra della comunicazione grillina è “Abbiamo rinunciato a 42 milioni di rimborsi elettorali”. Se io vi dicessi che ho rinunciato alla pensione di guerra della Seconda Guerra Mondiale, ci credereste? Ovviamente no. Semplicemente perché non ne ho diritto. Ecco, lo stesso dicasi per i 42 milioni di rimborsi elettorali: il M5S non ne ha diritto, in quanto non dotato di un atto costitutivo e di uno statuto democratico. Definireste “democratico” un sistema in cui il leader, il presidente e il coordinatore sono la stessa persona autoproclamatasi senza alcuna elezione? Ovviamente no. Ecco, questo è il Movimento 5 Stelle. E pertanto non hanno diritto, per legge, ai rimborsi elettorali. Ancora una volta i grillini dimostrano di non essere affatto onesti, prendendo in giro il proprio elettorato.

pizza5stelle

Ma non è finita qui...
Quando dicono di costare meno degli altri (come, per esempio, dice l'Onorevole Giampiero Trizzino del M5S Sicilia) i grillini mentono sapendo di mentire: la loro busta paga è esattamente uguale a quella di tutti gli altri deputati. È vero che (facciamo l'esempio proprio dei grillini eletti al Parlamento Siciliano) da una busta paga di 8.800 euro netti, il singolo eletto ne trattiene solo 2.500, ma al cittadino quel deputato costerà sempre 8.800 euro. E parliamo di una cifra netta. Al lordo ci costa ancora di più (e sempre come tutti gli altri parlamentari). È pur vero che il resto dei soldi in busta paga lo versino su un fondo destinato al microcredito, ma non tutti. A parte che non sono mai stati fatti i nomi delle aziende che avrebbero (il condizionale è d’obbligo) usufruito del microcredito (e per la tanto decantata trasparenza avrebbero dovuto farlo), ma nelle rendicontazioni siciliane di agosto 2015, lo stesso Trizzino dichiara di aver percepito una busta paga di 8.048 euro. Quello che non capisco è perché Trizzino, residente a Palermo, debba trattenersi anche i soldi per l’alloggio (450 euro) e il vitto (640 euro) oltre a quelli dello stipendio. Non potrebbe pagarsi l’affitto e la spesa, come fanno tutti i dipendenti onesti, con i 2.500 euro che trattiene come stipendio? Sottraendo ai 2.500 euro i soldi per vitto e alloggio (1.090 euro) resterebbero 1.410 euro netti. Non sei in grado di “sopravvivere” a Palermo con 1.410 euro netti al mese dopo che hai pagato l’affitto e la spesa? Aggiungiamo: ci sarebbero altre spese come luce, acqua, gas… Va bene: ma se passi almeno otto ore per cinque giorni (anche sei) in Regione, quanto ci stai a casa? Ed ecco un'altra verità nascosta e che per onestà andrebbe raccontata ai propri elettori.

Trizzino-m5s-rendiconto

Aggiungo...
Sulla “Via dell'onestà”, è stato detto di tutto: soprattutto che si tratta dell'autostrada PA-CT riparata. In realtà è una trazzera cementificata (e qui mi fermo per non aprire un lungo capitolo fatto di gare d'appalto inesistenti, di mariti di deputati pentastellati che hanno partecipato alla realizzazione dei lavori, etc...). Per onestà Grillo e il suo staff avrebbero dovuto dire che non si trattava dell'autostrada, e invece hanno sbandierato la propria disonestà con tanto di “Nessun giornale o tg ti mostrerà queste immagini”. Ovviamente, per chi non sta in Sicilia e non si può informare davvero, “il M5S ha riparato l'autostrada PA-CT”.

gg

Infine...
Il M5S è l’unico partito che si rifiuta di presentare il bilancio, obbligatorio per legge (ma poi se la prende con la Legge Boccadutri). Perché?
Tutto questo ovviamente è niente rispetto alle porcate che in tutti questi anni hanno fatto i partiti “vecchi”.

Ma se credete che, in un mare di merda, un pirito sia Chanel, allora votate pure M5S.
Ma i grillini abbiano almeno l'onestà di dire di essere stati loro a fare il pirito.

PS: a questo punto sarebbe stato più onesto chiamarlo davvero "Mo' vi mento".

 

 
Ecco perché mi fa schifo il Partito Democratico. PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Aprile 2015 17:41

Comincerei col dire che chi vi scrive non appartiene e non è mai appartenuto ad alcun partito politico nazionale e che non ha alcuna ideologia, se non quella di credere in forti valori di onestà e giustizia sociale. E, per carità, non sono nemmeno un grillino, me ne guardo bene. E allora chi sono? Sono semplicemente una persona che vorrebbe vedere la sua città, la sua Regione, la sua Nazione come le altre città, regioni e nazioni che funzionano. Forse pensate che io sia un sognatore. Ma tutto questo è possibile. Ci vuole solo la volontà politica, quella che non ha il PD.

Ecco perché mi fa schifo questo partito: perché non ha la volontà politica che ho io, perché non ho mai visto nessuno del PD fare qualcosa per la mia città, per la mia Regione o per la mia Nazione. E gli ultimi ciarlatani come Crocetta e Renzi ne sono la prova (mi stranisce che il PD non abbia accolto anche Leoluca Orlando, visto l'alto grado di ciarlataneria del sindaco anticasta da diecimila euro al mese). Il PD mi fa schifo perché non ho mai sentito un qualunque suo esponente parlare di applicare la Costituzione, specie l'art.116. Il PD mi fa schifo perché, oltre a prendere in giro i propri elettori, prende in giro anche i suoi giovani, i Giovani Democratici. Cosa ha fatto il partito per loro? Li ha fatti crescere al suo interno? Ha trasformato in fatti qualche loro idea, qualche loro progetto? No. Li ha sempre e solo usati come bacino di voti per eleggere sempre gli stessi baroni gattopardeschi (soprattutto in Sicilia). E i giovani non se ne accorgono perché sperano di fare come disse Ingrao (“I partiti vi rappresentano? Lo fanno male? E allora ditelo, manifestate il vostro dissenso. Fate capire che così le cose non vanno. Entrate nei partiti, cambiateli o fatene di nuovi”). Entrare nel PD e cambiarlo? Provate a dare un'occhiata a quello che è successo a quel buffone di Crocetta. Da paladino della Sicilia a marionetta nelle mani di Renzi (anche se la primadonna siciliana nega spudoratamente). Stendo un velo pietoso su tutti quelli del PD che stanno alla Regione, dicendo solo che anche loro, in tutti questi anni di politica (c'è chi è alla quarta legislatura consecutiva) non hanno fatto nulla per Palermo e per la Sicilia, ma sono stati sempre bravi a prendere voti.

“E tu cosa faresti, Tony Troja?” Io già sto facendo qualcosa. Ho creato una lista civica, e con essa mi candiderò alle prossime elezioni a sindaco di Palermo. Molti potrebbero obiettare dicendo che si tratti dell'ennesimo contenitore politico vuoto di Palermo o, come ha scritto una social influencer palermitana, che si tratti di un ennesimo partito “Tutti a casa, Grillo Style”. La verità è che si tratta dell'ultima possibilità che il palermitano ha per votare chi veramente ha la volontà politica di fare le cose e che non ha alcun politico sopra di lui che gli dica cosa fare. Ma soprattutto uno con un progetto per lo sviluppo e la funzionalità di Palermo attraverso la pulizia, la sicurezza e l'indipendenza economica dei palermitani. Tutte cose che possono essere realizzate solo con la creazione di nuovi posti di lavoro e con, non mi stancherò mai di ripeterlo, la volontà politica, che finora è mancata. Il mio partito si chiama “SìAmo Palermo”, è una lista civica ed è aperta a tutte quelle persone che vogliono mettere da parte le loro ideologie e i loro partiti per il bene comune di Palermo e dei palermitani. E se mi posso permettere di dire di essere io l'anello di congiunzione tra la politica e la volontà di fare le cose, è perché tutti voi, soprattutto voi del PD, non siete più credibili. Sempre ammesso che lo siate mai stati...

Tony Troja

pd new

 
AMAT: alla fine l’onestà ha vinto sulla provocazione. PDF Stampa E-mail
Lunedì 16 Febbraio 2015 20:02

Pensavo di essere un po’ più forte ma i valori che mi hanno trasmesso i miei genitori, alla fine, hanno vinto sulla provocazione. Vi racconto com’è andata, premettendo che ho sempre pagato l'abbonamento: da luglio dell'anno scorso ho ricominciato a prendere l'autobus (almeno quattro al giorno) e quindi ho rinnovato l'abbonamento mensile con l'AMAT. 32 euro al mese per prendere qualunque autobus, sette giorni su sette. Passi la pessima gestione del rapporto con il pubblico, passi anche il ritardo mostruoso degli autobus, ma se devo rischiare la vita per prendere un mezzo pubblico, proprio no.

In uno dei miei tanti "viaggi", sale un ragazzino con la musica a palla dal cellulare (non importa che tipo di musica, ve la lascio immaginare). Non riesco a sentire nemmeno (che gli sono dietro) chi parla con me al telefono e quindi chiedo cortesemente al ragazzino (circa 16 anni) di abbassare quanto meno il volume. Alla mia richiesta la domanda è stata "Picchì, tu cu cazzu si'?". Inutile farvi conoscere il livello di formicolio alle mani. Ma ho mantenuto la calma e gli ho detto "Io sono quello che ti prende per un orecchio e ti fa scendere dall'autobus". E davanti a queste mie parole, il ragazzino ha abbassato il volume.

In un altro "viaggio", ritrovo sull'autobus un ragazzo sulla trentina che fuma tranquillamente sui sedili in fondo. In pieno inverno, con l'autobus praticamente sigillato, ti metti a fumare e per di più su un mezzo pubblico.... Mi giro verso il ragazzo e gli faccio notare che sui mezzi pubblici è vietato fumare. E anche stavolta, ricevo una risposta non proprio consona alle mie aspettative: "Io 'cca fazzu 'nzoccu minchia vogghiu!". Voi direte... "Ma li becchi tutti tu?". No, ma siccome prendo almeno 4 autobus al giorno, capita di vederne di tutti i colori. E visto che io non sopporto gli abusi e i soprusi, io e il ragazzo cominciamo a spintonarci. Si calmano gli animi SOLO perché il tizio deve scendere, e io continuo la mia corsa.

Ma è stato l'episodio successivo che mi ha fatto scattare qualcosa: autobus semideserto e un ragazzo con i piedi sui sedili che tira una bella "sgraccata" sul corridoio. Senza nemmeno pensarci due volte, mi giro verso di lui ed esclamo "Ma scusaaaa! Ma che cazzo fai?". Ed è lì che il ragazzo, con molta nonchalance, scosta il giubbotto e mi mostra un bel coltello. Diciamo che finché c'è da dare legnate, le prendo e le do. Ma davanti ad uno armato di coltello non saprei proprio. E sono stato costretto a tornare sui miei passi e starmene tranquillo mentre il ragazzo continuava a tenere i piedi sui sedili.

Ora.. la domanda è: in tutti questi episodi, dove sono i controllori? Parlando con qualche autista vengo a sapere che molti controllori rifiutano di salire sui mezzi a controllare perché qualcuno di loro è finito in ospedale malmenato dal portoghese di turno. E in certe zone camminano sempre almeno in tre. Ma questo non giustifica AFFATTO che io debba rischiare la vita per prendere un autobus quando esiste gente pagata per garantire l'incolumità dei passeggeri, soprattutto se si fregia del titolo di "Pubblico Ufficiale".

E allora, dopo l'ennesimo ritardo e l'aver rischiato di essere accoltellato, ho deciso di lanciare una provocazione all'AMAT non pagando più per il servizio. Dal 15 dicembre fino al 20 gennaio, in 12 giorni in cui ho usufruito del servizio, ho preso 30 autobus e su ognuno di essi NON È MAI SALITO UN SOLO CONTROLLORE. Le foto che vedete qui sotto, sono state scattate ieri (20 gennaio) in due momenti diversi. Ovviamente non ho fiatato. Mi sono rotto le palle. Parlerò quando salirà un controllore e mi chiederà di mostrargli il biglietto. E lì ne vedremo delle belle.
Solo chi mi conosce bene sa quanto mi stia costando, in termini di onestà, il non pagare un servizio che mi viene offerto, seppur scadente. Ma non ho più intenzione di pagare lo stipendio a chi non vuole fare il proprio mestiere”.

Oggi, invece, il mio senso civico e la mia onestà hanno battuto la provocazione. Sono andato al gabbiotto dell’AMAT a rinnovare l’abbonamento: 32 euro. Solo che, anche oggi ho preso quattro autobus e non è salito alcun controllore e, visto che so come sono fatto, per il mio forte senso civico sono sicuro che mi ritroverò di nuovo ad avere a che fare con balordi. Sperando che non ci debba lasciare la pelle perché i controllori non ci sono…

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Matteo Salvini è il salvatore della Sicilia (di turno). PDF Stampa E-mail
Venerdì 02 Gennaio 2015 17:52

Vedere così tanta gente del Sud svendere la propria dignità appoggiando un cialtrone come Matteo Salvini, senza conoscerlo minimamente e apprezzandolo solo perché in televisione parla di argomenti che “toccano” il cuore degli italiani (lavoro, soldi, immigrazione clandestina, sicurezza etc.), mi fa veramente schifo. In particolare vedo i miei conterranei, i siciliani, che oggi voterebbero Salvini perché “prima Lombardo e ora Crocetta”. Ma per favore! Le cose cambiano, forse, delegando i problemi al politico di turno? La verità è che il popolo siciliano è ignorante o è in malafede, perché se sapesse chi è Salvini realmente se ne sbatterebbe delle belle parole e non lo farebbe nemmeno venire in Sicilia in vacanza. 

Cominciamo con tutta la merda che, da esponente di un partito, ha lanciato sul Sud: “Bloccare l’invasione degli insegnanti precari meridionali al Nord”, “Noi siamo accanto alla gente per difendere il Nord contro gli sprechi della Terronia”, “Senti che puzza, scappano anche i cani, sono arrivati i Napoletani”. E non venitemi a dire che fosse un semplice sfottò perché è un insulto all’intelligenza. E se volessimo sorvolare sulle offese al Sud, parliamo di Salvini come politico: sapevate che durante il Governo Berlusconi IV, la Lega aveva imposto a Berlusconi di destinare i fondi FAS per il Sud agli allevatori del Nord affinché pagassero le multe dell’UE sulle quote latte? E vogliamo parlare di Salvini che punta il dito sui politici fannulloni italiani quando è lui il primo fannullone e assenteista al Parlamento Europeo?

E ora volete venirmi a raccontare la favola della conversione di Salvini? Ma davvero vi bastano quattro parole ben dette per farvi votare un razzista che per anni ha mangiato con i soldi del Sud (specialmente con quelli dei siciliani)? La Sicilia va male? Non ci piove. La Sicilia va malissimo. Ma pensate che sia esclusivamente colpa dei vari Cuffaro, Lombardo o Crocetta? Chi li ha messi lì dove sono stati? VOI SICILIANI. E allora di cosa stiamo parlando? Mettete una X su una scheda e lasciate il vostro destino nelle mani del salvatore della patria di turno. E quando vi accorgete che il salvatore che avete votato fa affondare la vostra terra, aspettate ignavi le prossime elezioni, non prima di farvi prendere in giro con promesse elettorali e slogan ben confezionati.

E questa volta, per voi, il salvatore della Sicilia è Salvini, che voterete perché i “salvatori” siciliani sono finiti e soprattutto perché anche stavolta è molto più facile delegare che alzare la testa e scendere in piazza contro chi ha svenduto la Sicilia e fatto passare il suo Statuto di Autonomia come un problema.

CHI AMA LA SICILIA NON PUÒ VOTARE SALVINI.

Mai-con-Salvini

 
AMAT, io non ti pago più. PDF Stampa E-mail
Venerdì 12 Dicembre 2014 22:44

Adesso basta, non ho più intenzione di pagare 32 euro al mese per avere autobus perennemente in ritardo, pieni di gente indisturbata che fuma, mette i piedi sui sedili, sputa per terra, mette la musica dal cellulare a palla perché non ci sono controlli e controllori! Da lunedì 15 dicembre (giorno in cui mi scade l’abbonamento) salirò sull’autobus senza biglietto o abbonamento perché non intendo più pagare per avere un servizio pessimo. E non pagherò finché non vedrò in un mese di tempo, OGNI GIORNO, PER OGNI BUS CHE PRENDO, un controllare che faccia il suo mestiere. Sia chiaro: non ce l’ho con nessuno di voi autisti o controllori. Ma ce l’ho con quegli inetti parassiti dei vostri capi che, oltre a prendere lauti stipendi, pensano ad aumentare il prezzo del servizio e non i controlli. Stendendo sempre un velo pietoso su Leoluca Orlando…

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