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Le parodie di Massimo Merighi & Tony Troja (Me.Tro.)

Vecchioni è una merda (e non solo lui) PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin Tony   
Venerdì 04 Dicembre 2015 23:15

Visto che sono tutti diventati esperti di comunicazione, analizziamo attentamente le parole di Vecchioni:

1) "Ci sono 400 su 200 che guidano senza casco e in tutti i posti ci sono tre file di macchine in mezzo alla strada":

qui Vecchioni parte subito con la generalizzazione più becera. Praticamente chiunque guidi in Sicilia una moto, lo fa senza norme di sicurezza e infrangendo il codice stradale; ma non solo: secondo Vecchioni non esisterebbero strade in cui si possa circolare tranquillamente in Sicilia per via del traffico e soprattutto per il comportamento dei siciliani al volante. Sul comportamento dei siciliani al volante mi potrebbe trovare d'accordo ma aggiungendo che non si tratta assolutamente di TUTTI i siciliani. La colpa è forse dei siciliani o di QUEI siciliani che dovrebbero interessarsi di rendere efficiente il traffico e di far rispettare e rispettare il Codice della Strada?

2) "È inutile che ti mascheri dietro al fatto che hai il mare più bello del mondo e che hai tutto questo e tutto quello. Non basta, sei un’isola di merda”:

altra generalizzazione di Vecchioni. Da uno che tiene corsi di comunicazione, Vecchioni ha dimostrato di comunicare tutto il contrario di quello che molti hanno voluto giustificare. Con la frase "Sei un'isola di merda" ha dato della merda all'intera l'isola. E invece, in Sicilia, ci sono TANTE persone ogni giorno che lottano contro le ingiustizie, che lavorano onestamente, che aiutano il prossimo senza volere nulla in cambio, e che lottano soprattutto contro l'inciviltà di QUEI siciliani che danneggiano l'immagine di una terra in cui vivono anche persone per bene. Per non offendere la Sicilia, Vecchioni avrebbe dovuto fare una distinzione netta tra la Sicilia, la Regione Siciliana e QUEI siciliani di cui sopra. E invece, tutti nel calderone della merda.

3) "La storia antica, la poesia antica, la filosofia antica hanno insegnato a tutto il mondo cos'è l'originalità della vita, la bellezza, la verità, la non paura degli altri. In Sicilia, questo non c'è. C'è tutto il contrario:

e questo sarebbe un professore? Dove s'è laureato, a Tirana col figlio di Bossi? In Sicilia abbiamo avuto Ciullo D'Alcamo, Archimede, Empedocle, Diodoro Siculo, Antonello da Messina, Renato Guttuso, Vincenzo Bellini, Alessandro Scarlatti, Luigi Pirandello, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Giovanni Verga, e se vogliamo parlare di gente con la "non paura degli altri", citerei anche Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (tanto per dirne due);

4) "Non amo la Sicilia che non si difende. Non amo la Sicilia che rovina le sue coste. Non amo la Sicilia che rovina la sua intelligenza, la sua cultura. Non amo questa Sicilia che si butta via. Non la posso amare. E c'è una ragione per cui non la possa amare: i siciliani sono la razza più intelligente che esiste al mondo. E perché si buttano via così tanto? Mi dà un fastidio immenso che la Sicilia non sia all'altezza di se stessa":

di quale difesa straparla Vecchioni? Difendersi da cosa? Forse l'ex menestrello di Renzi (che ora ha un debole per la Meloni) parla dello scippo di quei circa 15 miliardi (che provengono dal gettito fiscale siciliano e dalle sue risorse patrimoniali) che ogni anno la Regione Siciliana subisce dallo Stato Italiano e che dovrebbero restare nelle casse della Regione per legge?

Ma Vecchioni straparla anche sulle coste. Chi vuole la rovina della coste siciliane? Sempre il suo Stato Italiano, con le trivellazioni. Cosa c'entrano i siciliani? Così come non c'entrano i siciliani quando si parla di rovinare la propria cultura: invito Vecchioni (e non solo lui) a leggere "Lingua e dialetti" di Ignazio Buttitta per capire cosa sia stato fatto alla cultura siciliana dall'Unità d'Italia fino ad oggi. È stato solo un ultradecennale susseguirsi di etichette attaccate da media e da chi ha fatto passare la Sicilia per una terra colma solo di ignoranza e subcultura.

Mi creda Vecchioni: i siciliani sono intelligenti, è vero. C'è da dire una cosa, però: puoi essere la persona più intelligente del mondo, ma se non conosci la verità, resti incompleto. E per parlare dei siciliani decantati da Vecchioni "che non conoscono la verità", ci sono cose che i siciliani dovrebbero sapere ma che non gli vengono dette, soprattutto dai politici siciliani dei partiti nazionali, per paura di farli diventare pericolosi. Perché, checché se ne dica, i siciliani non sono tutti pavidi. La storia l'insegna.

I siciliani non si buttano via. Non tutti. Non io, non tanti come me e migliori di me. Quelli come me stanno cercando di migliorare le cose, anche per chi non crede che possano cambiare. E non ho paura di chi non vuole che cambino le cose. Mi fanno paura quelli che vorrebbero il cambiamento ma che non prendono mai una posizione per paura di esporsi. Quelli che, pur sapendo che una Sicilia indipendente governata da un partito fatto di siciliani come me e migliori di me sarebbe l'unica soluzione, continuano a definirsi italiani ma che davanti al "Siam pronti alla morte" dicono "Mi dispiace, tengo famiglia".

Quando leggo quei siciliani che "Ha ragione Vecchioni, siamo così", non mi rimane che mettere le cose in chiaro e dire: PARLATE PER VOI, voi che non siete né quelli che lottano né quelli che se ne fottono, voi che non avete amore per la vostra isola e che siete sempre pronti a gettare merda sulla Sicilia perché non funziona niente ma che non fate niente per migliorare le cose.

Siamo cinque milioni, siamo tutti siciliani ma non siamo tutti come voi.
E prima o poi dovrete fare la vostra scelta: restare e lottare o andare via dalla Sicilia e continuare a gettare merda.

Tony Troja

Vecchioni--una-merda-SITO

 
L'onestà è passata di moda (ammesso che lo sia stata) PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin Tony   
Mercoledì 11 Novembre 2015 19:47

 m5s-mvm

Non mi piacciono i partiti politici e non mi sono mai piaciuti, e sono lontanissimo dal pensiero “ingraoniano” che vede l'entrare nei partiti per cambiarli. Sono di più per i nuovi partiti. Ma se poi il nuovo fa schifo come il vecchio, ci ritroviamo il Movimento 5 Stelle, partito nato per fare gli interessi economici di due imprenditori, sfruttando quel mal di pancia politico della gente e la genuina minchionaggine di chi vorrebbe davvero cambiare le cose (o in alcuni casi fa credere che sia così).

Nel 1993, durante un suo spettacolo televisivo su RaiUno, Beppe Grillo voleva andare a votare Berlusconi, dipingeva internet come il male assoluto spaccando computer con a martellate (nel 2000), e aveva paura della gente comune al potere. Se ci fate caso, dal 1993 ad oggi, le cose sono cambiate radicalmente: oggi Berlusconi è lo “psiconano” o “truffolo”, internet è il futuro, e la gente comune è andata al potere (o quasi). Tutto questo grazie all'incontro con un genio del marketing che, con la creazione del famoso blog (e non solo), ha visto in Grillo e la sua popolarità la gallina dalle uova d'oro.

Prima nacquero i meet up, strumento di aggregazione fisico ma che nel web aveva comunque un punto di incontro nel blog di Grillo. Poi, la decisione di fare politica: prendere tutti gli attivisti che si erano distinti fino a quel momento e mandarli in Parlamento. E qui, la prima furbata mediatica: sfruttare il mal di pancia politico della gente, di quella gente mediocre che non s'è mai interessata di politica e che solo alla parola “partito” storceva il naso. Ed ecco, quindi, che la parola “partito” viene sostituita da “movimento”. Grazie sempre alla mediocrità della gente, questo semplice cambio di parola ha fatto la differenza. Se parlate con un grillino qualsiasi, egli continuerà a sostenere “Non siamo un partito, siamo un movimento”. Beata ignoranza (diversamente, non sarebbero grillini): nel momento in cui decidi di presentare il tuo movimento alle elezioni e i tuoi candidati vengono eletti, diventi automaticamente un partito politico. E qui, la prima verità che il M5S, per onestà, avrebbe dovuto subito mettere in chiaro (anche se poca cosa).

Andiamo avanti...
Uno dei mantra della comunicazione grillina è “Abbiamo rinunciato a 42 milioni di rimborsi elettorali”. Se io vi dicessi che ho rinunciato alla pensione di guerra della Seconda Guerra Mondiale, ci credereste? Ovviamente no. Semplicemente perché non ne ho diritto. Ecco, lo stesso dicasi per i 42 milioni di rimborsi elettorali: il M5S non ne ha diritto, in quanto non dotato di un atto costitutivo e di uno statuto democratico. Definireste “democratico” un sistema in cui il leader, il presidente e il coordinatore sono la stessa persona autoproclamatasi senza alcuna elezione? Ovviamente no. Ecco, questo è il Movimento 5 Stelle. E pertanto non hanno diritto, per legge, ai rimborsi elettorali. Ancora una volta i grillini dimostrano di non essere affatto onesti, prendendo in giro il proprio elettorato.

pizza5stelle

Ma non è finita qui...
Quando dicono di costare meno degli altri (come, per esempio, dice l'Onorevole Giampiero Trizzino del M5S Sicilia) i grillini mentono sapendo di mentire: la loro busta paga è esattamente uguale a quella di tutti gli altri deputati. È vero che (facciamo l'esempio proprio dei grillini eletti al Parlamento Siciliano) da una busta paga di 8.800 euro netti, il singolo eletto ne trattiene solo 2.500, ma al cittadino quel deputato costerà sempre 8.800 euro. E parliamo di una cifra netta. Al lordo ci costa ancora di più (e sempre come tutti gli altri parlamentari). È pur vero che il resto dei soldi in busta paga lo versino su un fondo destinato al microcredito, ma non tutti. A parte che non sono mai stati fatti i nomi delle aziende che avrebbero (il condizionale è d’obbligo) usufruito del microcredito (e per la tanto decantata trasparenza avrebbero dovuto farlo), ma nelle rendicontazioni siciliane di agosto 2015, lo stesso Trizzino dichiara di aver percepito una busta paga di 8.048 euro. Quello che non capisco è perché Trizzino, residente a Palermo, debba trattenersi anche i soldi per l’alloggio (450 euro) e il vitto (640 euro) oltre a quelli dello stipendio. Non potrebbe pagarsi l’affitto e la spesa, come fanno tutti i dipendenti onesti, con i 2.500 euro che trattiene come stipendio? Sottraendo ai 2.500 euro i soldi per vitto e alloggio (1.090 euro) resterebbero 1.410 euro netti. Non sei in grado di “sopravvivere” a Palermo con 1.410 euro netti al mese dopo che hai pagato l’affitto e la spesa? Aggiungiamo: ci sarebbero altre spese come luce, acqua, gas… Va bene: ma se passi almeno otto ore per cinque giorni (anche sei) in Regione, quanto ci stai a casa? Ed ecco un'altra verità nascosta e che per onestà andrebbe raccontata ai propri elettori.

Trizzino-m5s-rendiconto

Aggiungo...
Sulla “Via dell'onestà”, è stato detto di tutto: soprattutto che si tratta dell'autostrada PA-CT riparata. In realtà è una trazzera cementificata (e qui mi fermo per non aprire un lungo capitolo fatto di gare d'appalto inesistenti, di mariti di deputati pentastellati che hanno partecipato alla realizzazione dei lavori, etc...). Per onestà Grillo e il suo staff avrebbero dovuto dire che non si trattava dell'autostrada, e invece hanno sbandierato la propria disonestà con tanto di “Nessun giornale o tg ti mostrerà queste immagini”. Ovviamente, per chi non sta in Sicilia e non si può informare davvero, “il M5S ha riparato l'autostrada PA-CT”.

gg

Infine...
Il M5S è l’unico partito che si rifiuta di presentare il bilancio, obbligatorio per legge (ma poi se la prende con la Legge Boccadutri). Perché?
Tutto questo ovviamente è niente rispetto alle porcate che in tutti questi anni hanno fatto i partiti “vecchi”.

Ma se credete che, in un mare di merda, un pirito sia Chanel, allora votate pure M5S.
Ma i grillini abbiano almeno l'onestà di dire di essere stati loro a fare il pirito.

PS: a questo punto sarebbe stato più onesto chiamarlo davvero "Mo' vi mento".

 

 
Il grillino che lancia una petizione contro la Littizzetto PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin Tony   
Sabato 24 Ottobre 2015 10:56

Quando si parla di Movimento 5 Stelle e grillini, ormai, non mi stupisce più niente, ma questo li batte tutti. Più deficiente di Riccardo Nuti, più inutile di Nicola Morra, più asservito di Roberta Lombardi, c'è solo Andrea Tosatto, il grillino laureato in psicologia e filosofia che vive a Dubai. Dopo essere stato trombato in ogni competizione elettorale e dopo un po' di video parodie (con canzoni piene di autotune e video in cui suona con la chitarra con accordi alla cazzo di cane), finalmente è riuscito a trovare uno spazio nel cuore di Grillo con l'inno del M5S "Lo facciamo solo noi", una carrellata di slogan e puttanate varie in salsa pentastellata. Oggi Tosatto cerca di tornare alla ribalta lanciando una petizione contro Luciana Littizzetto, rea (per Tosatto) di aver offeso il Movimento 5 Stelle chiamandolo "cacca". 

Qui di seguito, la trascrizione dell'appello di Tosatto (nel video di Claudio Messora, figliol prodigo?): "Domenica sera è successo un fatto che mi ha fatto arrabbiare molto. Un fatto gravissimo. Io credo che questa cosa non sia successa mai, a memoria mia, nella storia della Repubblica. In prima serata Luciana Littizzetto ha detto questo (e parte il video, ndr). In questi anni ci hanno definito in vari modi: ci hanno chiamato squadristi incosapevoli, stupratori potenziali, pericolosi ignoranti. Adesso siamo arrivati all'apice, siamo arrivati all'insulto gratuito slegato da ogni contesto: io credo che chiamare merda 10 milioni di italiani che votano M5S e che costituiscono probabilmente la parte più sana, più pulita e più civile del Paese, sia qualcosa non soltanto di profondamente sbagliato, ma anche di assolutamente fuorviante e oserei dire criminale, se pensiamo che la cosa arriva dalla televisione pubblica, che avrebbe il dovere di informare i cittadini e non di condizionare le masse. L'offesa gratuita non è mai satira, la rabbia è tanta. Abbiamo pensato che forse sarebbe il caso di reagire "da Movimento" cioè, in maniera civile, in maniera pacata, ma in maniera concreta ed efficace. Allora abbiamo pensato di partire con una raccolta firme per chiedere alle autorità competenti di fare una qualche azione nei confronti di questa persona che si permette di insultare il Movimento a spese nostre in prima serata sulla televisione pubblica". E poi parte la campagna sulla petizione.

Analizziamo le frasi del pluritrombato grillino:

1) "Io credo che questa cosa non sia successa mai, a memoria mia, nella storia della Repubblica":
proprio Luciana Littizzetto, per anni, ha inveito contro qualunque personaggio della politica sulla televisione pubblica e i grillini non hanno fiatato fino a questo momento (esattamete come non hanno fiatato con il sottoscritto fino a quando non è stato "toccato" Grillo con le parodie satiriche);

2) "In questi anni ci hanno definito in vari modi: ci hanno chiamato squadristi incosapevoli, stupratori potenziali, pericolosi ignoranti":
i grillini non sono squadristi inconsapevoli. Sanno benissimo di esserlo, e lo dimostra il fatto che ad ogni minima critica sollevata su un social network, arrivano orde di grillini a cercare di offendere l'autore della critica con violenza verbale (e fisicamente c'è stato anche un tentativo, fortunatamente non andato a buon fine). Sui potenziali stupratori: se due attivisti del M5S sono in grado di andare fisicamente a menare un giornalista, quanti esaltati talebangrillini risponderebbero (se potessero) con i fatti alla domanda di Grillo "Cosa fareste se foste in auto con la Boldrini?". E sui pericolosi ignoranti sono totalmente d'accordo. Vi fareste mettere le mani in bocca da uno che non ha mai fatto il dentista e si offre di estrarvi un dente solo perché vi dice che è una persona onesta? Ecco, lo stesso discorso applicatelo ai grillini. Onesto non significa "professionista".

3) Adesso siamo arrivati all'apice, siamo arrivati all'insulto gratuito slegato da ogni contesto: io credo che chiamare merda 10 milioni di italiani che votano M5S e che costituiscono probabilmente la parte più sana, più pulita e più civile del Paese, sia qualcosa non soltanto di profondamente sbagliato":
io sono l'esempio lampante di come si possa ricevere offese grilline slegate da ogni contesto (provate a leggere i commenti a questo video musicale che nulla c'entra con la politica). Sui dieci milioni di italiani che votano M5S, Tosatto mente sapendo di mentire 
perché la Littizzetto non si riferisce all'elettorato ma al partito (e poi l'elettorato grillino è di otto milioni, se proprio dobbiamo dare i numeri). Stendo un velo pietoso sulla parte "più sana, più pulita e più civile del Paese", per i motivi di cui sopra.

4) "...se pensiamo che la cosa arriva dalla televisione pubblica, che avrebbe il dovere di informare i cittadini e non di condizionare le masse": 
che la RAI non faccia informazione neutrale è risaputo, non c'era bisogno di un grillino affinché si sapesse. Ma vogliamo parlare dei canali sociali di Grillo che disinformano e condizionano la propria massa? Come chiamereste notizie come "I grillini riparano l'autostrada" (quando in realtà hanno solo cementificato una trazzera) oppure "Abbiamo rinunciato a 42 milioni di rimborsi elettorali" (quando in realtà non ne hanno diritto, visto che non hanno uno statuto democratico, come prevede la legge)? Disinformazione, oltre che condizionamento. Perché se parlate con un qualsiasi imbecille pentastellato, vi dirà che l'autostrada è riparata e il M5S ha rinunciato a 42 milioni di rimborsi elettorali.

5) "L'offesa gratuita non è mai satira":
quella della Littizzetto, nel caso in questione, non è satira ma un pezzo comico (che possa piacere o meno, a me non è piaciuto). La satira è riportare un fatto vero, accompagnato da una (o più di una) battuta che non necessariamente debba far ridere.  

Chiudo questo post riportando le parole del mio amico e grande autore satirico Ettore Ferrini: "Non per difendere la Littizzetto, ma questa petizione, nata da chi apostrofa ogni giorno gli altri come Gargamella, Zombie, Psiconano, Salma, Container di merda liquida, Forminchioni, Vecchia puttana, Larva, Alzheimer o Ebetino, francamente fa un po' sorridere".

PS: leggasi "fa un po' sorridere" come "da quale pulpito viene la predica".

Andrea-Tosatto

 
Bretella di Caltavuturo: un'altra bugia del M5S? PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin Tony   
Lunedì 15 Giugno 2015 11:59

Quella di finanziare, con i soldi che hanno messo da parte gli eletti grillini, una strada alternativa al Viadotto Himera (crollato due mesi fa) è una iniziativa nobilissima ma non vorrei che fosse un'altra bugia del M5S. Perché “un'altra bugia”? Perché non molto tempo, i grillini eletti alla Regione Siciliana avevano fatto uscire la notizia che, grazie al microcredito (ossia i soldi nostri che loro hanno in busta paga e che, comunque, hanno messo da parte proprio per finanziare piccole e medie imprese in difficoltà) erano state finanziate 23 nuove startup, comprese il Birrificio Messina.

A tal proposito, avevo chiesto ad amici attivisti del M5S, in nome della trasparenza (tanto sbandierata dall'universo pentastellato), l'elenco o il nome di queste aziende. Nomi che, ovviamente, non mi sono mai arrivati, se non sempre quello che è stato riportato su tutti i media dopo la notizia: il Birrificio Messina.

E allora sono andato a cercare notizie io, ma quello che ho trovato è sempre stata la stessa notizia: “Il M5S finanzia 23 nuove startup. Salvo anche il Birrificio Messina”.Per un po' di tempo mi disinteressai alla cosa e ho continuato la mia vita di ogni giorno. Fino a quando non ho sentito che con 300 mila euro delle loro buste paga, gli eletti grillini al Parlamento Siciliano avrebbero finanziato la costruzione di una strada alternativa al Viadotto Himera. E lì, subito mi sono ricordato delle 23 startup e soprattutto del Birrificio Messina.

Chi mi conosce sa che sono un sicilianista convinto, orgoglioso di chi resta e produce in Sicilia, seppur tra mille difficoltà legate all'essere parte di uno Stato che ogni anno ruba (e il verbo non lo uso a caso) circa 15 miliardi dalle casse della Regione Siciliana. E andando sul sito del Birrificio e leggendo “Puoi sostenere il nostro progetto effettuando una donazione: IBAN IT86E0760116500001014616658“, invio una mail in cui spiego ai dipendenti, ora proprietari dello stabilimento, di voler fare una donazione, a patto che non abbiano ricevuto alcuna somma di denaro dai partiti politici.

Dopo qualche ora, ricevo la seguente mail:

“Gentile sig. Troja buona sera.

Capiamo i suoi dubbi perché siamo a conoscenza delle varie informazioni sbagliate che circolano in giro, Le possiamo assicurare che non abbiamo ricevuto contributi economici da nessun politico, i soli aiuti economici li abbiamo ricevuti dai cittadini che sostengono la nostra causa e che noi ringraziamo moltissimo.

Cordialmente

Vincenzo Cannaò”.

Quindi, da questa mail, si evince che i grillini siciliani hanno detto una colossale bugia. A questo punto pretendo di sapere il nome delle 23 startup che avrebbero (passatemi il modo) usufruito del microcredito. E soprattutto: dopo questa bugia sul Birrificio Messina, come posso credere che i grillini siciliani manterranno la promessa di costruire una strada alternativa al Viadotto Himera? Non è che per caso, dopo aver lanciato la pietra, nasconderanno la mano puntando il dito su eventuali problemi causati dalla Regione (in stile democristiano orlandiano)?

Attendo spiegazioni in nome della trasparenza a cinque stelle, un po' troppo opaca, ultimamente...

Tony Troja

Bugiardi

 
Il Comune di Palermo querelerà Tony Troja PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin Tony   
Martedì 09 Giugno 2015 10:55

Come ben saprà chi mi segue, ho la presunzione e l'arroganza di volermi candidare a sindaco di Palermo alle prossime elezioni: ho già pronta una lista civica (SìAmo Palermo) e un programma che, se applicato, potrebbe rappresentare una soluzione a molti problemi cittadini. E allora ho cominciato, sulla pagina fan di SìAmo Palermo a pubblicare le pillole del mio programma e anche qualche foto denuncia.

Per adesso mi sto occupando della discarica abusiva che si trova in via mattei. La situazione è questa: quattro cassonetti (che vengono vuotati regolarmente, nonostante le mille problematiche aziendali di RAP) e una miriade di rifiuti di qualunque genere gettati nella “villetta”. Già in passato i rifiuti sono stati dati alle fiamme colpendo anche l'albero che sta lì da più di mezzo secolo, e che ormai è praticamente irrecuperabile. Aggiungo che, per regolamento aziendale, gli operai della RAP devono vuotare i cassonetti senza raccogliere la spazzatura che si trova al di fuori (che è di competenza di altre squadre).

Ho pubblicato più volte le foto della discarica che è stata creata. Ma ho anche pubblicato le foto della raccolta delle ramaglie e dell'immondizia avvenuta il 16 maggio. In quella occasione, gli operai della RAP lasciarono un mucchio di ramaglie bruciate, comunicandomi che sarebbero venuti a ritirarle con un'altra squadra. Cosa che non è mai avvenuta. E nel frattempo i palermitani hanno continuato a gettare immondizia di qualunque genere sul mucchio di ramaglie bruciate.

La situazione, ad oggi, è questa (link). D'accordo, gettare la spazzatura fuori dagli orari consentiti e soprattutto di gettare ramaglie e oggetti di qualsiasi forma e dimensione è colpa dei palermitani ma all'amministrazione comunale spetta la responsabilità di pulire, mantenere pulito e punire chi sporca. Nello specifico: alla RAP e alla Polizia Municipale. Apro una parentesi sulla RAP: si tratta di una società partecipata che si occupa dei servizi di gestione dei rifiuti e di igiene ambientale, nonché della manutenzione delle strade (e il Comune di Palermo possiede il 100% delle quote di partecipazione)

Nella foto di ieri ho scritto che, se fossi sindaco io, un incompetente patentato come Sergio Marino (presidente di RAP) sarebbe messo alla porta già da un pezzo. E Marino mi risponde consigliandomi di cercare un bravo avvocato per la querela che arriverà da parte sua.

A questo punto, caro Marino, glielo ripeto: LEI È UN INCOMPETENTE, perché se fosse competente, oggi Palermo non sarebbe nelle condizioni igienico sanitarie in cui si trova. Mi quereli pure: sarà un piacere far sapere ai palermitani che, oltre a pagare per un servizio che non funziona, la sua querela nei miei confronti comporterà un'ulteriore spesa per i cittadini, visto che il suo avvocato lo pagherà il Comune. 

Tony Troja, presidente di SìAmo Palermo

sergio-marino

 
#VinciamoNoi...due (non è satira) PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin Tony   
Lunedì 01 Giugno 2015 14:23

Anche stavolta vince Grillo. No, non ho scritto vince il M5S. Quello non vince. Non può vincere, altrimenti deve governare. E per governare ci vuole, almeno per quel che riguarda il M5S, il consenso da parte di Grillo e Casaleggio, praticamente il Berlusconi e il Dell'Utri del M5S.

Con l'unica differenza che Berlusconi e Dell'Utri sono andati al governo per proteggere i propri interessi, mentre Grillo e Casaleggio non possono andare al governo per proteggere i propri interessi. E non possono andarci per più di un motivo: intanto, come ha già detto Grillo "Non siamo in grado di governare un Paese in macerie". E qui la domanda già sorge spontanea: perché caspita porti il tuo partito alle elezioni?

Ma andando oltre, Grillo e Casaleggio (e non mi stancherò mai di ripeterlo) non vogliono andare al governo perché devono mantenere lo status quo, ossia restare all'opposizione a gridare contro tutte le porcate del governo Renzi (e ci sta tutto) ma in modo da indirizzare il loro elettorato (circa otto milioni) sui mezzi di informazione che sono di Casaleggio (il Blog di Grillo, Tze Tze etc...) e fare tanti soldini con il clickbait (come i famosi post di Grillo, tipo "Incredibile quello che ha fatto Renzie, clicca qui..).

Già, perché ogni volta che voi cliccate su una qualsiasi "notizia" che riporta ad uno dei siti di cui sopra, entrano soldini a Grillo e Casaleggio. Se invece, il M5S dovesse andare al governo, intanto il celebre "Uno vale uno" andrebbe a farsi friggere perché si dovrebbe scegliere UN Presidente del Consiglio, UN vicepresidente, UN Ministro dell'Interno etc... e quindi impossibile effettuare una turnazione come fanno i grillini con i capigruppo alla Camera e al Senato.

Ma più di tutto, con un governo a 5 Stelle, l'attenzione verrebbe dirottata sugli organi di informazione nazionali (tv, radio e giornali) facendo perdere "l'esclusiva" ai canali della Casaleggio Associati. Quindi, con un po' di sano cerchiobottismo (una dichiarazione condivisibile di un Di Battista e una boutade provocatoria di Grillo), si mantiene lo status quo.

Ma a che serve questo post? Per i grillini probabilmente a niente, visto che comunque non lo capirebbero. Anche se do il beneficio del dubbio. Perché il grillismo non è una malattia: prima o poi si guarisce (e conosco tantissimi casi, anche eccellenti). E il Movimento 5 Stelle potrebbe fare grandi cose. Basterebbe che i personaggi più in vista e con abbastanza carisma (per il loro mediocre elettorato) come Di Battista e Di Maio aprissero gli occhi su Grillo e Casaleggio. Sempre che non lo abbiano già fatto ma preferiscano anche loro mantenere lo status quo...

grillocasaleggio

 
Signora Clementi, ma lei ci è o ci fa? PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin Tony   
Venerdì 17 Aprile 2015 12:18

Gentile signora Clementi, ho ascoltato le sue parole più volte e capisco lo sfogo, ma vorrei che conoscesse meglio la realtà delle cose, perché il problema non sono gli immigrati (le ricordo che molti dei nostri connazionali diventano ogni giorno immigrati, e lo fanno dall'Unità d'Italia) ma chi lucra su di essi. Esattamente come per i rom. Per immigrati e rom sono stanziati milioni per sussidi che a loro non arrivano ma che si dividono tra politica e malaffare (e lo stesso avviene per i cani dei canili).

È vero: non tutti i rom e non tutti gli immigrati sono brave persone. Ma possiamo dire che i tutti siciliani siano candidi e onestissimi? Noi (come Sicilia), che abbiamo dato i natali a gente come Riina o Provenzano? Ed escludendo i mafiosi, forse in Sicilia non esistono ladri, rapinatori, stupratori e assassini "comuni"? E possiamo estendere il concetto anche agli italiani: non sono tutte brave persone.

E se parliamo dei politici, non dobbiamo dare la colpa solo a loro. Perché siamo tutti responsabili di averli votati, di non averli votati o di aver annullato i nostri voti, contribuendo comunque ad anni di mala politica.

Lei dice che Salvini e Grillo dicono cose condivisibili. E potrei darle anche ragione. Ma lei è così sicura che Grillo o Salvini farebbero meglio di un Renzi o di un Alfano? Abbiamo già visto Salvini all'opera, soprattutto quando, al governo con Berlusconi, aveva preteso i soldi destinati al Sud per pagarci le multe fatte dall'UE agli allevatori padani. E vogliamo parlare di Grillo? Forse lei non lo sa, ma Grillo ha detto chiaramente "Non siamo in grado di governare un paese in macerie". E lei si alleerebbe con uno di loro solo perché gli immigrati sbarcano sulle nostre coste?

Ma lei sa perché gli immigrati sbarcano sulle nostre coste? Non certo per restare in Italia. È noto a tutti che gli immigrati non vogliano venire in Italia ma andare nel nord Europa. Ma per ovvie ragioni non ci arrivano. E l'UE, sapendo che gli immigrati vogliono raggiungere il cuore dell'Europa, è normale che non diano una mano all'Italia e alla Sicilia.

E non a caso, parlo di Italia e Sicilia, distinguendo benissimo le due cose. Perché dovrebbe sapere anche che la Sicilia ha un suo parlamento che può legiferare, e uno statuto bistrattato e non applicato che potrebbe farci vivere dignitosamente. Ma anche qui l'Italia ci mette il suo zampino. Intanto, c'è da dire che lo Stato Italiano preleva dalle casse della Regione Siciliana circa 15 miliardi di euro all'anno. E con questi soldi ci hanno mangiato tutti i politici, Salvini soprattutto. Da siciliana, converrà con me che se in Sicilia restassero 15 miliardi di euro, sicuramente non saremmo in questa situazione (noi siciliani).

Come vede gli immigrati sono l'ultimo dei nostri problemi. Ma da quello che vedo, credo lei sia in cerca solo di un'ulteriore visibilità (che le sto dando anch'io consapevolemente), visto il jet set e gli ambienti che già frequenta anche grazie al suo lavoro. Spero di sbagliarmi, ma oltre allo sfogo, alle interviste e alle continue trasformazioni estetiche e linguistiche, non vedo alcun impegno. E per ribadire l'ovvio: chi le scrive non ha bisogno di visibilità né di gloria, ha un proprio lavoro e si occupa del bene comune.

Saluti

PS: per chi ancora non conoscesse Emilia Clementi, ecco una carrellata di link con le sue "performances":

https://www.youtube.com/watch?v=43ZBcD7b-FY

https://www.youtube.com/watch?v=6CfLMee8ZGg

https://www.youtube.com/watch?v=-rgZ2yHlK64

https://www.youtube.com/watch?v=8ZKybSHb_Yc

Emilia-Clementi

 

 

 

 
Ecco perché mi fa schifo il Partito Democratico. PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin Tony   
Venerdì 10 Aprile 2015 17:41

Comincerei col dire che chi vi scrive non appartiene e non è mai appartenuto ad alcun partito politico nazionale e che non ha alcuna ideologia, se non quella di credere in forti valori di onestà e giustizia sociale. E, per carità, non sono nemmeno un grillino, me ne guardo bene. E allora chi sono? Sono semplicemente una persona che vorrebbe vedere la sua città, la sua Regione, la sua Nazione come le altre città, regioni e nazioni che funzionano. Forse pensate che io sia un sognatore. Ma tutto questo è possibile. Ci vuole solo la volontà politica, quella che non ha il PD.

Ecco perché mi fa schifo questo partito: perché non ha la volontà politica che ho io, perché non ho mai visto nessuno del PD fare qualcosa per la mia città, per la mia Regione o per la mia Nazione. E gli ultimi ciarlatani come Crocetta e Renzi ne sono la prova (mi stranisce che il PD non abbia accolto anche Leoluca Orlando, visto l'alto grado di ciarlataneria del sindaco anticasta da diecimila euro al mese). Il PD mi fa schifo perché non ho mai sentito un qualunque suo esponente parlare di applicare la Costituzione, specie l'art.116. Il PD mi fa schifo perché, oltre a prendere in giro i propri elettori, prende in giro anche i suoi giovani, i Giovani Democratici. Cosa ha fatto il partito per loro? Li ha fatti crescere al suo interno? Ha trasformato in fatti qualche loro idea, qualche loro progetto? No. Li ha sempre e solo usati come bacino di voti per eleggere sempre gli stessi baroni gattopardeschi (soprattutto in Sicilia). E i giovani non se ne accorgono perché sperano di fare come disse Ingrao (“I partiti vi rappresentano? Lo fanno male? E allora ditelo, manifestate il vostro dissenso. Fate capire che così le cose non vanno. Entrate nei partiti, cambiateli o fatene di nuovi”). Entrare nel PD e cambiarlo? Provate a dare un'occhiata a quello che è successo a quel buffone di Crocetta. Da paladino della Sicilia a marionetta nelle mani di Renzi (anche se la primadonna siciliana nega spudoratamente). Stendo un velo pietoso su tutti quelli del PD che stanno alla Regione, dicendo solo che anche loro, in tutti questi anni di politica (c'è chi è alla quarta legislatura consecutiva) non hanno fatto nulla per Palermo e per la Sicilia, ma sono stati sempre bravi a prendere voti.

“E tu cosa faresti, Tony Troja?” Io già sto facendo qualcosa. Ho creato una lista civica, e con essa mi candiderò alle prossime elezioni a sindaco di Palermo. Molti potrebbero obiettare dicendo che si tratti dell'ennesimo contenitore politico vuoto di Palermo o, come ha scritto una social influencer palermitana, che si tratti di un ennesimo partito “Tutti a casa, Grillo Style”. La verità è che si tratta dell'ultima possibilità che il palermitano ha per votare chi veramente ha la volontà politica di fare le cose e che non ha alcun politico sopra di lui che gli dica cosa fare. Ma soprattutto uno con un progetto per lo sviluppo e la funzionalità di Palermo attraverso la pulizia, la sicurezza e l'indipendenza economica dei palermitani. Tutte cose che possono essere realizzate solo con la creazione di nuovi posti di lavoro e con, non mi stancherò mai di ripeterlo, la volontà politica, che finora è mancata. Il mio partito si chiama “SìAmo Palermo”, è una lista civica ed è aperta a tutte quelle persone che vogliono mettere da parte le loro ideologie e i loro partiti per il bene comune di Palermo e dei palermitani. E se mi posso permettere di dire di essere io l'anello di congiunzione tra la politica e la volontà di fare le cose, è perché tutti voi, soprattutto voi del PD, non siete più credibili. Sempre ammesso che lo siate mai stati...

Tony Troja

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AMAT: alla fine l’onestà ha vinto sulla provocazione. PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin Tony   
Lunedì 16 Febbraio 2015 20:02

Pensavo di essere un po’ più forte ma i valori che mi hanno trasmesso i miei genitori, alla fine, hanno vinto sulla provocazione. Vi racconto com’è andata, premettendo che ho sempre pagato l'abbonamento: da luglio dell'anno scorso ho ricominciato a prendere l'autobus (almeno quattro al giorno) e quindi ho rinnovato l'abbonamento mensile con l'AMAT. 32 euro al mese per prendere qualunque autobus, sette giorni su sette. Passi la pessima gestione del rapporto con il pubblico, passi anche il ritardo mostruoso degli autobus, ma se devo rischiare la vita per prendere un mezzo pubblico, proprio no.

In uno dei miei tanti "viaggi", sale un ragazzino con la musica a palla dal cellulare (non importa che tipo di musica, ve la lascio immaginare). Non riesco a sentire nemmeno (che gli sono dietro) chi parla con me al telefono e quindi chiedo cortesemente al ragazzino (circa 16 anni) di abbassare quanto meno il volume. Alla mia richiesta la domanda è stata "Picchì, tu cu cazzu si'?". Inutile farvi conoscere il livello di formicolio alle mani. Ma ho mantenuto la calma e gli ho detto "Io sono quello che ti prende per un orecchio e ti fa scendere dall'autobus". E davanti a queste mie parole, il ragazzino ha abbassato il volume.

In un altro "viaggio", ritrovo sull'autobus un ragazzo sulla trentina che fuma tranquillamente sui sedili in fondo. In pieno inverno, con l'autobus praticamente sigillato, ti metti a fumare e per di più su un mezzo pubblico.... Mi giro verso il ragazzo e gli faccio notare che sui mezzi pubblici è vietato fumare. E anche stavolta, ricevo una risposta non proprio consona alle mie aspettative: "Io 'cca fazzu 'nzoccu minchia vogghiu!". Voi direte... "Ma li becchi tutti tu?". No, ma siccome prendo almeno 4 autobus al giorno, capita di vederne di tutti i colori. E visto che io non sopporto gli abusi e i soprusi, io e il ragazzo cominciamo a spintonarci. Si calmano gli animi SOLO perché il tizio deve scendere, e io continuo la mia corsa.

Ma è stato l'episodio successivo che mi ha fatto scattare qualcosa: autobus semideserto e un ragazzo con i piedi sui sedili che tira una bella "sgraccata" sul corridoio. Senza nemmeno pensarci due volte, mi giro verso di lui ed esclamo "Ma scusaaaa! Ma che cazzo fai?". Ed è lì che il ragazzo, con molta nonchalance, scosta il giubbotto e mi mostra un bel coltello. Diciamo che finché c'è da dare legnate, le prendo e le do. Ma davanti ad uno armato di coltello non saprei proprio. E sono stato costretto a tornare sui miei passi e starmene tranquillo mentre il ragazzo continuava a tenere i piedi sui sedili.

Ora.. la domanda è: in tutti questi episodi, dove sono i controllori? Parlando con qualche autista vengo a sapere che molti controllori rifiutano di salire sui mezzi a controllare perché qualcuno di loro è finito in ospedale malmenato dal portoghese di turno. E in certe zone camminano sempre almeno in tre. Ma questo non giustifica AFFATTO che io debba rischiare la vita per prendere un autobus quando esiste gente pagata per garantire l'incolumità dei passeggeri, soprattutto se si fregia del titolo di "Pubblico Ufficiale".

E allora, dopo l'ennesimo ritardo e l'aver rischiato di essere accoltellato, ho deciso di lanciare una provocazione all'AMAT non pagando più per il servizio. Dal 15 dicembre fino al 20 gennaio, in 12 giorni in cui ho usufruito del servizio, ho preso 30 autobus e su ognuno di essi NON È MAI SALITO UN SOLO CONTROLLORE. Le foto che vedete qui sotto, sono state scattate ieri (20 gennaio) in due momenti diversi. Ovviamente non ho fiatato. Mi sono rotto le palle. Parlerò quando salirà un controllore e mi chiederà di mostrargli il biglietto. E lì ne vedremo delle belle.
Solo chi mi conosce bene sa quanto mi stia costando, in termini di onestà, il non pagare un servizio che mi viene offerto, seppur scadente. Ma non ho più intenzione di pagare lo stipendio a chi non vuole fare il proprio mestiere”.

Oggi, invece, il mio senso civico e la mia onestà hanno battuto la provocazione. Sono andato al gabbiotto dell’AMAT a rinnovare l’abbonamento: 32 euro. Solo che, anche oggi ho preso quattro autobus e non è salito alcun controllore e, visto che so come sono fatto, per il mio forte senso civico sono sicuro che mi ritroverò di nuovo ad avere a che fare con balordi. Sperando che non ci debba lasciare la pelle perché i controllori non ci sono…

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